fino in fondo

Le esperienze vanno vissute profondamente
fino in fondo
solo così si può lasciare andare
solo così c'è rinnovamento.

quattro zampe in strada



Nel caotico traffico di Delhi ogni mezzo trova incredibilmente la sua collocazione in una armonia perfetta.


un essere spirituale non ha dogmi..


Un essere spirituale non ha dogmi, non appartiene a nessuna fede religiosa,
si muove liberamente affrontando il quotidiano.
Una mente spirituale si interessa e si occupa della totalità
e può avere anche una visione scientifica.
Una mente scientifica è specializzata, non può avere che una visione separata dal tutto.

La stella della sera sorgerà

E' giunta l'ora della mia partenza;
amici, auguratemi buona fortuna.
L'aurora ha tinto il cielo di rosa,
e bello si stende il mio sentiero.
Non chiedetemi cosa porto con me.
Parto pel mio viaggio a mani vuote
e col cuore pieno di speranza.
mi cingerò della mia corona nuziale.
L'abito rossobruno del viandante
non mi si addice, e anche se vi sono
pericoli per via, non ho paura.
La stella della sera sorgerà
quando il mio viaggio sarà terminato
e le tristi melodie del crepuscolo
echeggeranno dalle porte reali.

R. Tagore

ch'io non perda mai la carezza dell'uno nei giochi dei molti.

Mi hai fatto conoscere
ad amici che non conoscevo.
Mi hai fatto sedere
in case che non erano la mia.
Mi hai portato vicino il lontano,
e reso l'estraneo un fratello.
In fondo al cuore mi sento a disagio
quando abbandono l'abituale rifugio;
scordo che il vecchio dimora nel nuovo,
e là tu stesso hai dimora.
Attraverso la nascita e la morte,
in questo oppure in altri mondi,
ovunque mi conduci, sei tu,
lo stesso, unico compagno
della mia vita senza fine,
che unisci con legami di gioia
il mio cuore a ciò che non è familiare.
Quando uno ti conosce,
nessuno è un estraneo,
nessuna porta è chiusa.
Oh, esaudisci la mia preghiera:
ch'io non perda mai la carezza,
dell'uno nei giochi dei molti.

R. Tagore

come uno squarcio nel cielo della nostra mente

La verità affiora inaspettatamente come uno squarcio nel cielo della nostra mente
se siamo presenti, sensibili e aperti, pienamente consapevoli di ciò che è,
momento dopo momento.

la grande festa del mondo

...Madre, a che vale
tutta questa eleganza
se ci tiene lontani dalla salutare
polvere di questa terra,
se ci priva del diritto d'entrare
nella grande festa del mondo?
Tagore

Dal Nepal report e quote versate per il terzo anno scolastico

Ecco finalmente la notizia attesa: con gioia vi comunico che i tre bambini avviati nel percorso di formazione scolastica, promosso dal Progetto fotografico - Nepal, cultura, spiritualità e infanzia -  ( http://marinamagro.blogspot.it/2014/12/progetto-triennale-di-scolarizzazione.html )
hanno concluso con successo il secondo anno di scuola e quindi con queste quote versate il progetto volge alla sua conclusione nel terzo anno di scuola da poco iniziato.

Qui sotto i report scolastici dei tre bambini e il versamento fatto dall'Italia.

Vi ricordo che questo progetto vuole aiutare i bambini in maggior stato di difficoltà per garantire loro un breve cammino di educazione scolastica, offrendo strumenti basilari per una seppur piccola crescita personale, incentivando così un percorso di cambiamento sociale.
Il progetto non si appoggia a nessuna struttura internazionale e i bambini che ne usufruiscono rimangono nel loro villaggio e nella loro comunità.

Amir, il mio amico referente al progetto http://marinamagro.blogspot.it/2014/12/come-nasce-un-progetto-premessa-del.html ), mi chiede se sarà possibile continuare il sostegno di questi bambini. 
Se qualcuno di voi amici ha qualche idea in merito o disponibilità in questi termini, vi prego di contattarmi al mio indirizzo email: marinamagro1@gmail.com


I bambini hanno chiesto d'incontrare gli amici italiani e mi piacerebbe organizzare un nuovo viaggio in Nepal. Lancio così la proposta a chiunque volesse partecipare al viaggio, fatemi sapere!!

Grazie, grazie di cuore ad ognuno di voi. che con generosità avete contribuito a realizzare questo piccolo ma importante percorso di crescita per questi tre bambini.

L'arte e la cultura al servizio della solidarietà, per costruire ponti tra realtà lontane e diverse.





Namaste (saluto il divino che c'è in Voi)






Ayni - Sacra reciprocità

Ayni è la sacra reciprocità. E' il principale insegnamento spirituale del mondo andino, l'invito al dare e al ricevere, all'accumulare per ridistribuire, il fluire nella reciprocità degli scambi. Questa legge della tradizione mistica Inka regola ancora oggi uno stile di vita che consente la sopravvivenza sulla Ande.

Un sonnellino cullato dalle acque del Nam Ou (aspettando tornassi dalla visita al villaggio)


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Sono Marina Magro, da sempre appassionata a culture e filosofie orientali.
Da alcuni mesi sto promuovendo il mio ultimo “Odore di Perù”, edito da Samuele Editore, racconta di un viaggio che ha segnato uno dei passaggi più significativi della mia vita mettendomi a nudo e rendendomi nuovamente libera. La stesura di questo libro arriva dopo anni di grandi cambiamenti e numerose avventure iniziati dopo una esperienza di cancro ed una di pre-morte a seguito delle quali ho rivolto i miei studi e la mia pratica all’Ayurveda e allo Yoga, formandomi come operatrice ayurvedica nel 2005.

L’interesse antropologico inteso come esplorazione di un'umanità in cammino tra culture e tradizioni spirituali e anche come mio cammino di ricerca interiore mi ha spinto a viaggiare molte volte nella vita ma i viaggi più importanti e significativi sono stati quelli dell'ultimo decennio, probabilmente perché la mia percezione del mondo e dell'umanità è supportata da una maggiore consapevolezza e da una coscienza sveglia.

Nell’anno 2000 ho avuto la fortuna di conoscere Don Juan Nunez Dal Prado, antropologo di Cuzco, autore del libro “Camminando nel cosmo vivente”, nonchè interprete del libro “Il ritorno dell’Inca” di E. Jenkins che mi ha trasmesso i fondamenti e le pratiche energetiche e spirituali della tradizione andina quequa.

Nell’anno 2006 ho vissuto il mio viaggio nel sud del Perù, sulle Ande per tre mesi incontrando gli indios quechua e l’antica cultura inca in contatto con una natura selvaggia ed incontaminata e riscoprendo l’essenzialità delle cose ed il valore dei rapporti umani.

Nell’anno 2007 ho prestato la mia assistenza e le mie pratiche ayurvediche in India in un orfanotrofio che accoglie bambini di strada in Andra Pradesh.

Nell’anno 2008 a seguito di un progetto di cooperazione internazionale rivolto ai bambini lavoratori nel Sud del Mondo ho visitato il Benin, Africa sub-sahariana.

Negli anni 2009/2014  ho vissuto gran parte del mio tempo in Grecia , prima all'isola di Alonissos  e  successivamente a Cefalonia.

A seguito del viaggio in Nepal fatto nel 2014, in collaborazione con l'Assossorato Partecipazione di Vicenza il 28 febbraio 2015 ho presentato a Villa Tacchi una personale mostra fotografica dal titolo - Nepal, cultura, tradizioni, spiritualità e infanzia - dando vita ad  un progetto di scolarizzazione per alcuni bambini orfani che vivono in un remoto villaggio nel Terai. Dopo il terremoto che il 25 aprile ha colpito così tragicamente il Nepal mi sono impegnata a proporre più volte questa mostra in altre sedi per condividere la mia esperienza di viaggio e di solidarietà e continuare a sostenere le rette scolastiche dei bambini del Terai.


Amo l’arte e le culture/tradizioni dei popoli ancora poco inquinate dalla globalizzazione, amo la bellezza che sta nei cuori delle genti e con la scrittura e la fotografia cerco di trasmettere ciò che di bello e sorprendente riesce a catturare la mia attenzione e la mia immaginazione. Voglio estrarre la bellezza, cogliere la luce, e attraverso l'arte sviluppare connessioni culturali e sociali tra realtà diverse e lontane, creare cielo dove altri possano volare.
L’arte e la cultura, veicoli di conoscenza, comunione e solidarietà.






11 Marzo 2016 inaugurata Mostra Fotografica Nepal
presso la Biblioteca Hugo Pratt, Lido di Venezia
(patrocinata dal Comune di Venezia Pelestrina)








Marzo 2017 pubblicato 

- Odore di Perù - Samuele Editore














Collaboro con alcuni racconti nel blog della casa editrice Verdechiaro:


http://www.verdechiaro.com/author/marina-magro/



cucciolo d'elefante


 L’attuale Laos ha le sue radici nel Regno di Lan Xan Hom Khao (fondato nel XV secolo) che significa proprio regno del milione di elefanti (e del parasole bianco). Oggi gli elefanti in Laos rischiano l'estinzione, se ne contano circa 450 nelle varie riserve protette e forse altri 400 allo stato brado localizzati sopratutto nel centro del territorio laotiano. In Laos molte sono le organizzazioni che cercano di portare consapevolezza per la conservazione di questo antico animale considerato sacro. Si cerca di sviluppare turismo solidale e sociale permettendo l'avvicinamento e la conoscenza dell'elefante a quanti vogliono fare di un viaggio in questa terra un'esperienza culturale e etica.

Muang Ngoi Deua - il risveglio del villaggio - breve racconto di un nuovo giorno -


MUANG NGOI DEUA, antico quanto affascinante villaggio rurale affacciato sulla sponda orientale del Nam Ou si raggiunge solo con la barca da Nong Kiaw in poco più di un'ora di navigazione. Questo tratto di fiume tra i due villaggi adagiato al riparo di una vegetazione rigogliosa e protetto dalle cime carsiche che scendono a picco sul fiume presenta uno spettacolo che mi lascia a bocca aperta riempiendomi di gioia. Una sensazione intima di pace si diffonde dolcemente mentre lo sguardo si colma di magia.
Le sponde del fiume sono a tratti organizzate a terrazze con rigogliose coltivazioni di vegetali e se lo sguardo sale oltre il dosso della sponda si possono scorgere i tetti dei villaggi che sorgono qua e là. Muang Ngoi Deua si affaccia sul fiume nel punto in cui si forma una baia dove le slowboats ormeggiano. Le barche lunghe e strette con un tetto che ripara dal sole e dalla pioggia sono utilizzate per il trasporto di persone e cose mentre altre piccole imbarcazioni di legno a forma di lancia sono spesso in uscita per la pesca. 
Una sola strada di circa 500 metri in terra battuta attraversa il villaggio e in testa si può ammirare il Tempio buddista. Da questa strada diverse traverse portano in direzione dei campi, della scuola primaria e dell'imbarcadero ma la vita dell'intero paese si svolge sulla strada principale. Sulla strada si prepara il cibo e si cucina, si mangia, ci si lava alla fontana o riempiendo d'acqua i catini e si lavano i panni. Sulla strada i bambini giocano e i cani corrono liberamente. Il nuovo giorno comincia quando le donne aprono l'uscio e preparano i legni per appiccare il fuoco. Fiamme rosse davanti casa fendono le prime luci dell'alba e  sonnolenti bambini escono all'aperto per sedersi sull'uscio spalancato al nuovo giorno. Una bimba raccolta nel cappuccio della sua coloratissima felpa stringe una piccola bambola tra le mani, il suo sguardo perduto nel mondo onirico, paziente aspetta forse la colazione. 
Il risveglio è lento in tutto il villaggio, Forse alcuni uomini se ne sono già andati a pescare o a trasportare mercanzie in altri villaggi o alla città più vicina. I fuochi ardono sul ciglio della strada qua e là davanti le abitazioni. Sbirciando oltre gli usci spalancati noto che in alcune case il fuoco è acceso sul pavimento dentro la camera, forse per riscaldare. Le case del villaggio sono in bambù e legno, spesso il tetto è di lamiera, le finestre chiuse solo le porte d'ingresso sono sempre aperte. I materassi sono adagiati sul pavimento con pile di coperte vicine, non ci sono armadi in casa, i vestiti sono appesi all'esterno sotto la tettoia antistante. 
Al mattino la temperatura scende parecchio, sopratutto tra le montagne, e prima che il sole faccia capolino oltre le cime ci vuole un po'.
Anche il Tempio all'inizio della strada si sta risvegliando, alcuni monaci dormono a fianco di Buddha, ho visto i loro giacigli durante una delle mie visite. Di certo sono in buona compagnia, Buddha non solo veglia sul loro sonno ma con il suo sguardo colmo d'amore li avvolge di compassione. Tak Bat, la cerimonia delle elemosine dà l'avvio alle attività del giorno. Dei colpi di gong risuonano nell'aria ancora umida sul far del giorno avvisando le genti che i monaci stanno per uscire dal Tempio e dare inizio alla processione. Ecco che a lato della strada gruppetti di donne e uomini con una sciarpa buttata sulla spalla sinistra si tolgono le scarpe per inginocchiarsi sulla propria stuoia adagiata sulla rossa strada di terra battuta. Tra le mani un bel cestino di paglia con dentro del riso glutinoso e qualche vegetale aspettando col capo chino il passaggio dei monaci che nelle loro vesti arancioni accendono di colore la penombra del primo mattino.

Li si vede procedere in fila uno dietro l'altro, in testa il monaco più anziano. A tracolla indossano un vaso capiente in cui verrà versata l'elemosina. La processione si ferma davanti il gruppetto di persone per raccogliere le donazioni. Nessuno dei fedeli alza lo sguardo sul monaco davanti a sé. Dopo ogni raccolta i monaci si soffermano qualche passo più in là ad intonare un breve canto, forse una benedizione. Poi la processione riprende verso il prossimo gruppetto in attesa. Alla fine della cerimonia e dei vari passaggi i monaci tornano al monastero con il loro prezioso carico. Si sa che hanno scelto di vivere in povertà e le elemosine sono il loro sostentamento. Il cibo in esubero verrà poi distribuito ai più poveri del villaggio e questa azione rende tutto molto armonico. 
Più tardi dalla mia postazione al tavolo di una caffetteria con una tazza di caffè Lao bollente in mano osservo alcune persone dirigersi verso il Tempio, portando con loro i cestini di paglia ricolmi di cibo, sulla spalla sinistra è gettata la sciarpa, forse dei ritardatari?
La giornata ha avuto il suo avvio ed ora le zuppe fumanti sono sui tavoli, la bambina col cappuccio colorato in testa ancora indugia davanti la scodella calda sollecitata dalla mamma, la bambola sul tavolo vicino la minestra, tra breve comincia la scuola.